Per una Bologna più sportiva e più sana

Per una Bologna più sportiva e più sana Il diritto all’esercizio dell’attività sportiva è riconosciuto nell’ordinamento e garantito da norme di settore, ma trova radice, secondo un’interpretazione estensiva, addirittura nell’art. 2 della Costituzione, dove viene incluso tra i diritti inviolabili dell’uomo. La popolazione italiana di età superiore a 3 anni è pari a 59 milioni, il 40% dichiara di non praticare sport né altro tipo di attività fisica, il 28%, dichiara di praticare qualche attività fisica, mentre il restante 30 % dichiara di praticare sport più o meno regolarmente. “Cittadini per Bologna” ha come obiettivo quello di promuovere l’attività sportiva a qualsiasi livello, in quanto lo sport è un elemento di aggregazione e di socialità, che favorisce l’integrazione sociale e che contribuisce ad accrescere la qualità della vita dei cittadini. Proponiamo la creazione di nuovi impianti sportivi (prevalentemente senza rilevanza economica), la corretta manutenzione e l’ammodernamento di quelli esistenti, valorizzando il ruolo delle organizzazioni di volontariato e dell’associazionismo sportivo. I nuovi impianti sportivi dovranno essere collocati in aree che ne sono sprovviste e prioritariamente in aree ad alto rischio di degrado. Si parla non solo di veri e propri impianti sportivi, ma anche di palestre a cielo aperto (sport outdoor) dove sarà possibile praticare diversi tipi di attività sportive – skateboard, frisbee, bocce, slackline, parkour – oltre agli sport tradizionali quali calcio, pallavolo, basket. La gestione dei suddetti impianti, qualora il Comune non sia in grado di farlo direttamente, dovrà essere affidata a società sportive affiliate a Federazioni del CONI, a società affiliate ad enti di promozione sportiva, a Federazioni sportive, Enti di promozione sportiva ed associazioni iscritte all’elenco comunale delle libere forme associative o ad albi previsti dalla vigente normativa regionale sull’associazionismo, ad aggregazioni spontanee di cittadini. Il Comune dovrà adoperarsi, ricorrendo anche ad una politica di fundraising, affinché venga garantito l’accesso a tutti applicando tariffe di modico valore e ove possibile, e per particolare categorie di utenti, l’accesso gratuito. Promuovere la nascita di centri di educazione sportiva partendo dalla valorizzazione del binomio sport/cultura e quindi iniziando dalle scuole, promuovendo tornei sportivi interscolastici e un’educazione alla vita sana e all’esercizio fisico. Inoltre è necessario prevedere nei programmi di sviluppo di edilizia residenziale e di riqualificazione urbana la promozione di spazi per l’attività fisica di base quale strumento di miglioramento della qualità della vita. Ai quartieri dovrà essere affidato il compito di misurare lo stato di salute dei propri cittadini creando dei centri medici di certificazione, coinvolgendo organizzazioni di volontariato e dell’associazionismo sportivo oltre che chiedere la collaborazione di strutture sanitarie. Lo scopo è quello di educare la popolazione ad un corretto stile di vita passando dall’attività fisica e quindi anche a una corretta alimentazione. Una popolazione più sana è una popolazione che contribuirà al contenimento della spesa sanitaria pubblica e permetterà all’amministrazione comunale di impiegare risorse ad altri fini quali scuola, cultura ecc.

A che punto è la botte?

Periodo movimentato questultimo. Dopo le ultime serate trascorse nei più noti locali gay della capiatale a caccia di trofei, anche a costo di tornare a casa con le mani insanguinate (o peggio), il Savio sabato scorso ha organizzato una piccola festa in occasione di una particolare ricorrenza, una specie di S. Barbara, in cui sono stati esplosi gli ultimi fuochi di una bella stagione che inevitabilmente giunge al termine. Molte le assenze ma molte anche lessenze. SAVIO IN-FESTA proponeva linvito e cosi è stato. Ma adesso veniamo a noi, e a quello che più interessa chi aspetta da tempo, sulle nostre pagine, una novità qualunque. Cè in sostanza da chiedersi, da cosa dipenda linsormontabile difficoltà incontrata nel produrre qualcosa di positivo dalla nosta redazione, perchè Leo, Edo e Onesto negli ultimi mesi non hanno licenziato nulla che ritenessero atto al: visto si stampi? La risposta è più complicata e articolata di quanto possiate pensare. Punto primo: con il trasferimentio della redazione dal quartiere Prati a quello di Casal Bertone, lumore è finito fin sotto i tacchi e dato che il citato quartiere è infestato da cani e padroni di cani, potete immaginare quale sia lo stato danimo colletivo. In scondo luogo il mancato rinnovo del finanziamento che la regione Lazio dava al Ns. sito ha aggravato ulteriormente le cose è ognuno di noi è dovuto tornare più stabilmente al proprio lavoro: Leo al call-center, Edoradro alla sua pizzeria, e Onesto dopo un periodo di cassa edile sulle impalcature. Altri motivi poi, più o meno personali, sui quali taccio, hanno complicato orrendamente le cose. Ma quandio arriverà dunque la tanto attesa primavera? Presto vi prometto, difatti ci sono un paio di idee in cantiere che verrano al più presto varate, idee a detta di qualcuno TITANICHE Il Vs. amministratore di quartiere della redazione ancora in piedi.